“Si, pronto…”
“Sei tu?”
“Sono io, si.”
“Sei davvero tu?”
“Si Fabio, sono io.”
“E quand’è il mio compleanno?”
“E’ a maggio, è il sedici maggio”
...
Il tuo silenzio oggi è un urlo straziante, è il grido di chi non è libero.
Semplicemente, se tu fossi libera oggi saresti con me.
Semplicemente, tutto il resto è vergognoso, è criminale.
Il tuo silenzio oggi solleva e scaglia lontano.
Come un fresco ed impetuoso monsone fa con sottili rami d’albero.
Solleva e scaglia lontano parole stupidamente provocatorie, pateticamente strategiche, drammaticamente deboli.
Il tuo silenzio oggi è il più bell’augurio che possa ricevere.
E’ il silenzio di chi augura di assaporare ogni istante di ciò che ad alcuni appare certo,
di ciò che ad altri risulta preziosamente indefinibile.
Scegliere.
Scegliere se e in quale aula studio fantasticare sul proprio futuro,
se e sulle righe di quale autore abbandonarsi alle lacrime ed ad incontrollati sorrisi,
se e su quale terra camminare,
se e su quale strada sentirsi esploratore ed avventuriero,
se e di fronte a quale tramonto lasciarsi attraversare da un brivido indefinibile, come il contorno della Via Lattea vista dalla terra,
se e nello sguardo di chi ascoltare con meraviglia e terrore il respiro dell’universo.
Se e come vivere.
Liberi.
Liberi di scegliere di considerare e riconsiderare il significato stesso di libertà.
E’ il silenzio di chi augura di vivere la forza di una scelta totale.
Vendicare o perdonare, odiare o amare.
Qualche tempo fa, uscendo da una prigione, scelsi un angolino di cielo e lo osservai attentamente.
Con il naso all’insù capii di non aver solo calpestato il corridoio di un carcere,
ma di aver assistito alla diffusione di un silenzioso inno.
Proprio come oggi, 16 maggio 2013.
Il tuo silenzio oggi è un inno alla libertà.
Lo senti?
E’ il verso di una poesia, è l’augurio più bello che potessi farmi.
On est ensemble
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